Chiacchierando con diversi chitarristi, ci si ritrova a confrontarsi il più delle volte sulle sfumature di diverse chitarre, ampli, casse, pedali, pedaliere e diavolerie varie a volte scendendo sempre più in dettagli che costituiscono il singolo apparecchio come può essere un pickup, la risonanza di un legno, la flessibilità di un controllo di un pedale e così via. Spesso si affrontano discorsi così articolati da perdersi in una miriadi di fattori ma a questo punto dovremmo tirare in ballo altri fattori, non meno importanti, e mai discussi. Le considerazioni che sto per esporre partono da una richiesta che mi è stata fatta più volte ovvero qual’ è il booster per eccellenza che amplifica il segnale senza alterare la timbrica. L’ unica risposta giusta è: tutti e nessuno. Dal punto di vista puramente tecnico creare una scatolina in grado di amplificare un segnale senza introdurre alterazioni dello spettro è cosa piuttosto semplice. Per cui realizzata questa scatolina avremo in uscita il segnale applicato all’ ingresso pari pari ma di ampiezza più elevata. Bene, se chi dispone di una scatolina del genere rimane deluso dalle aspettative, dispone di una scatolina che funziona bene. Presupponendo l’ utilizzo di un ampli a valvole dovremmo ben sapere che la risposta timbrica di questo ampli varia anche in modo considerevole al variare del volume. Stessa cosa per gli speaker. Abbiamo quindi almeno due apparecchi che “soffrono” di una sorta di deriva timbrica in modo intrinseco. Ma abbiamo addirittura di un terzo apparato che soffre dello stesso “difetto” ovvero l’ apparato uditivo.

Il diagramma di Fletcher-Munson descrive come la percezione dell’ ampiezza di un segnale sia influenzata dalla frequenza del segnale stesso. In ascissa abbiamo le frequenze dell’ udibile e in ordinata i valori di intensità sonora. I punti che fanno parte della stessa curva vengono percepiti come aventi lo stesso volume. In definitiva l’ orecchio umano non ha una sensibilità lineare rispetto all’ effettiva pressione sonora e questa sensibilità varia in base alla frequenza e in realtà anche del singolo soggetto infatti il diagramma di Fletcher-Munson è il risultato di un indagine statistica fatta su un campione di persone.
Bene, abbiamo dimostrato che un booster non fa altro che amplificare un segnale ma se quel segnale a un certo punto diventa un suono che deve essere percepito da un orecchio può diventare un bel problema. Questo articolo voleva essere un po’ la critica alle critiche perlomeno se si va troppo oltre in discorsi mirabolanti, voleva essere la dimostrazione che la soluzione migliore nella ricerca del suono sta semplicemente nel ottenere un bel suono.

