Tecnicismi dimenticati

Posted: 25/01/2012 in Articoli

Chiacchierando con diversi chitarristi, ci si ritrova a confrontarsi il più delle volte sulle sfumature di diverse chitarre, ampli, casse, pedali, pedaliere e diavolerie varie a volte scendendo sempre più in dettagli che costituiscono il singolo apparecchio come può essere un pickup, la risonanza di un legno, la flessibilità di un controllo di un pedale e così via. Spesso si affrontano discorsi così articolati da perdersi in una miriadi di fattori ma a questo punto dovremmo tirare in ballo  altri fattori, non meno importanti, e mai discussi. Le considerazioni che sto per esporre partono da una richiesta che mi è stata fatta più volte ovvero qual’ è il booster per eccellenza che amplifica il segnale senza alterare la timbrica. L’ unica risposta giusta è: tutti e nessuno. Dal punto di vista puramente tecnico creare una scatolina in grado di amplificare un segnale senza introdurre alterazioni dello spettro è cosa piuttosto semplice. Per cui realizzata questa scatolina avremo in uscita il segnale applicato all’ ingresso pari pari ma di ampiezza più elevata. Bene, se chi dispone di una scatolina del genere rimane deluso dalle aspettative, dispone di una scatolina che funziona bene. Presupponendo l’ utilizzo di un ampli a valvole dovremmo ben sapere che la risposta timbrica  di questo ampli varia anche in modo considerevole al variare del volume.  Stessa cosa per gli speaker. Abbiamo quindi almeno due apparecchi che “soffrono” di una sorta di deriva timbrica in modo intrinseco. Ma abbiamo addirittura di un terzo apparato che soffre dello stesso “difetto” ovvero l’ apparato uditivo.

Il diagramma di Fletcher-Munson descrive come la percezione dell’ ampiezza di un segnale sia influenzata dalla frequenza del segnale stesso. In ascissa abbiamo le frequenze dell’ udibile e in ordinata i valori di intensità sonora. I punti che fanno parte della stessa curva vengono percepiti come aventi lo stesso volume. In definitiva l’ orecchio umano non ha una sensibilità lineare rispetto all’ effettiva pressione sonora e questa sensibilità varia in base alla frequenza e in realtà anche del singolo soggetto infatti il diagramma di Fletcher-Munson è il risultato di un indagine statistica fatta su un campione di persone.

Bene, abbiamo dimostrato che un booster non fa altro che amplificare un segnale ma se quel segnale a un certo punto diventa un suono che deve essere percepito da un orecchio può diventare un bel problema. Questo articolo voleva essere un po’ la critica alle critiche perlomeno se si va troppo oltre in discorsi mirabolanti, voleva essere la dimostrazione che la soluzione migliore nella ricerca del suono sta semplicemente nel ottenere un bel suono.

 

Questo video dimostra in modo sintetico le peculiarità di tre pedali: un overdrive valvolare, il clone del phaser “bad stone” dell’ electro harmonix prodotto tra il ’75 e l’81 e in fine il clone del “Deluxe Memory Man” sempre electro harmonix. Quest’ ultimo mi ha dato non poca pena sopratutto per la scarsa reperibilità di un integrato ormai fuori produzione da tempo e destinato a svanire. Forse questo e uno dei pochi casi dove è veramente sensato parlare di sano utilizzo dei componenti NOS (new old stock). A mio avviso è bene evitare di costruire circuiti con componenti di annata se sono ancora in produzione. Nel caso di questo integrato la scelta ricade necessariamente su un componente d’ annata proprio perchè fuori produzione. Una delle ragioni è visibile, in molti casi un componente vecchio, ha i piedini ossidati. Ebbene i conduttori attraversati da segnali dai 10Khz in sù (siamo ancora nello spettro dell’ udibile) sono soggetti al così detto “effetto pelle” ovvero, la corrente tende ad attraversare il conduttore nella zona più esterna tanto pìu è alta la fraquenza del segnale. Se la zona esterna del conduttore è ossidata, il conduttore stesso opporrà maggiore resistenza con l’aumentare della frequenza alterando così il segnale originale. Ci sarebbero altre considerazioni ma è ora di vedere il video.

In precedenza avevamo parlato di come alcuni pedali, specie quelli più datati, richiedono alimentazione separata dal resto della catena. Questi pedali, con circuito positive ground, quindi non possono essere collegati semplicemente mediante daisy chain. Avevo accennato che questo problema si risolve con l’aggiunta di un ulteriore alimentatore in modo da ottenere, tecnicamente, un alimentazione galvanicamente isolata da quella usata dal resto della catena. Un modo per ottenere un ulteriore alimentazione galvanicamente isolata lo risolve la “Virtual Battery della Gig Rig”.

Come dimostra l’ immagine sopra questo dispositivo si inserisce nel percorso dell’ alimentazione dei pedali in base all’ esigenza. L’ ingombro è piuttosto contenuto: si parla di una scatolina di 3,5 x 2,5 x 1,8 cm. Sia chiaro è  un buon prodotto dalle ottime caratteristiche in termini di rumore ma tengo a precisare che lo scopo di questo oggetto è unicamente quello di creare un uscita galvanicamente isolata da una fonte di alimentazione primaria per quei pedali caratterizzati da circuiti “positive ground”. Non dispone di nessun altra caratteristica magica/esoterica in termini di riduzione del rumore o altro. Ho parlato in precedenza riguardo la risoluzione del problema del rumore causato dai loop di massa, basta tagliare il cavo giusto nella daisy chain e tutto torna a posto. Di sicuro una virtual battery per ogni pedale elimina il problema dei loop di massa ma è un attimo più costoso e ingombrante quindi occhio alle soluzioni semplici ed economiche.

Le mie risorse

Posted: 08/01/2012 in Diario

L’ anno passato è stato intenso, tante ricerche  e tante realizzazioni. Di tanto in tanto sono riuscito ad arricchire il mio laboratorio di diversi strumenti utili e talvolta indispensabili per potenziare le ricerche e l’ operatività. Non meno importate è stato lo sviluppo del lato organizzativo per raggiungere nuovi traguardi in tempi sempre più brevi e mai a scapito della qualità. Di seguito un elenco delle mie risorse.

  • Oscilloscopio Trio 2 canali 10 MHz made in japan
  • Generatore di Funzioni Wavetek 2 MHz made in USA
  • 3 multimetri digitali per misure di corrente, tensione, resistenza e capacità.
  • Saldatore Philips mini 25- 50w (qualcosa di indistruttibile).
  • Lente d’ ingrantimento illuminata.
  • Magazzino di circa 400 tipi/valori di componenti elettronici e meccanici.
  • Varie hand tool: pinze, tronchesine, crimpatrici, vari set di chiavi, solder stand,  portasaldatore, ecc.
  • Trapano, mini trapano (per foratura PCB) , colonna per trapano con miriadi di punte e frese.
  • Ampli per chitarra Peavey Bandit Solo Series 80W made in usa per i test.
  • Ampli per basso Ashdown Five Fifteen 100W per i test.
  • Mixer audio 10 canali Behringer UB1002FX.
  • Amplificatore vintage Sanyo JA7120 con equalizzatore e analizzatore di spettro a 5 bande e preamplificatore RIAA.
  • Microfono Shure SV100 compreso di asta (da sostituire al più presto).
  • Varie robe chimiche per realizzazione circuiti stamapati.
  • PC, stampante laser e stampante multifunzione, programmatore PIC micro.

Fondamentalmente questo è quello che mi permette di fare: riparazioni elettroniche, realizzazioni di circuiti elettronici, semplici lavorazioni meccaniche, progettazione e sbroglio di circuiti, sviluppo firmware per micro PIC, sviluppo software per PC in VB6. In particolare parlare di PC è piuttosto riduttivo. La mole di software open source stabile permette lo sviluppo di una miriadi di applicazioni. Per il disegno e sbroglio di circuiti utilizzo KiCad (l’ ultima release di meno di un mese fà è davvero potente) per il ritocco di immagini GIMP: diciamo che la maggior parte delle volte mi basta ridimensionare,  cambiare contrasto e luminosità. Ultimamente ho trovato Inkscape un programma di grafica vettoriale ma non essendo di immediato utilizzo lo studierò se avrò tempo ( che parolone).

Quest’ anno come sarà? Dite quello che vi pare a me interessa semplicemente fare. Ho già diversi cantieri aperti tra cui il clone del Deluxe Memory Man che dovrei finalmente finire a giorni. Mi sono messo in testa di costruire una testata valvolare e per darmi motivo ho già realizzato le PCB. Di tanto in tanto idee e progetti si aggiungono sul quaderno. Finchè la voglia non  mi abbandona ce n’è.

Lontano da troppo tempo dalla programmazione, ho creato questo programma in grado estrapolare gli indirizzi email da un file di testo,  salvarli in un secondo file ed eliminare automaticamente i duplicati.

Txt Email Grubber

Il programma è libero e potete farne ciò che vi pare ma naturalmente è gradita una donazione cliccando sul seguente link.

 

Ringrazio Gianni Vernarelli per aver realizzato per me questo sample del mio clone del Big Muff Ram’s Head. La qualità dell’ audio, adesso rende giustizia al mio lavoro.

Energie alternative

Posted: 29/06/2011 in Diario

Ultimamente, sarà il caldo, ma ho una certa difficolta a stare li con il saldatore in mano e sperimantare qualcosa. Quello che è inevitabile, è guardarsi intorno e accorgersi di quello che cambia intorno. Da li comincio a pensare a quello che magari può cambiare. Inanzitutto il concetto di benessere dovrebbe cambiare. Inseguire soldi percepirne l’odore e inseguirli. Bene non è questa la vita e non è questo il benessere. Se qualcuno mi chiedesse a freddo cosa voglio, d’ istinto risponderei un pacco di soldi. Riflettendo quello che mi manca è il tempo da dedicare alle emozioni. Se qualcuno mi chiedesse qual’ è il momento più bello della mia vita, ebbene nessuno di essi è riconducibile a una valigia piena di soldi, più che altro mi verrebbe in mente una risata tra amici o una bella suonata. Penso che continuiamo a bruciare petrolio nella nostra macchina. Penso che ho comprato l’ultimo ritrovato tecnologico che inesorabilmente tra poco si romperà e troverò che ci sara uno più bello da comprare. Questa purtroppo non è un opportunità ma è una condanna. Le tecnologie attuali permettono cose impensabili e non ne possiamo disporre perchè c’è qualcuno che sta pensando a quale può essere il migliore dei modi per farci, indovinate cosa. Questo non solo nell’elettronica ma per tutto ciò che ci occorre, tutto. La cosa ancora più curiosa è che ci riescono a convingere dell’ utilità delle cosa inutili. Ultimamente riflettevo sul fotovoltaico come fonte energetica. Seguendo il semplice buon senso ho pensato “questo è il futuro”. Da tecnico ho cominciato a pensare addirittura a prese pentapolari per la casa per disporre sia dell’ anziana 220v che a una linea a 12v perchè difatto, a molti oggetti che utilizzano la comune rete elettrica, serve bassa tensione. Ora dato che un impianto fotovoltaico alimenta batterie a bassa tensione è meglio sfruttare la stessa tensione delle batterie piuttosto che trasformarla in 220v tramite un inverter, che seppur efficiente, avrà delle perdite per l’inevitabile effetto joule. Perdite aggiunte inoltre dalla nostra sveglia che non funziona mica a 220v. Nella sveglia infatti bisogna abbassare la tensione nuovamente aggiungendo così altre perdite. Se alla nostra presa di casa avessimo già bassa tensione ci sarebbe qualche vantaggio, forse o forse sono solo pensieri di un folle.